Il marketing digitale “che funziona”

Miriam Bertoli, consulente digital da più di 15 anni, ci spiegherà come come identificare la corretta strategia di marketing digitale.

Torna anche quest’anno uno dei Festival più importanti nel panorama digitale, Internet Festival, in programma dal 6 al 9 ottobre a Pisa. Giovedì 6 ottobre, sarà con noi a Internet Festival, Miriam Bertoli, che durante il panel “Rendere competitiva l’azienda grazie al digital marketing: strategie e strumenti”, ci spiegherà come identificare la corretta strategia di marketing digitale per la propria attività.

Conosciamola meglio!

Chi è e cosa fa Miriam Bertoli?

Vivo a Venezia, ho una Laurea in Lingue e un Master in Marketing e Comunicazione aziendale, il mio motto è “con garbo ma con determinazione”. Da più di 15 anni mi occupo di marketing digitale come consulente e formatrice di marketing digitale “che funziona”, lavoro con aziende, agenzie, Università ed enti di formazione.

Di cosa ci parlerai a Internet Festival?

All’IF porterò un workshop su come definire una strategia digitale. Come integrare il digitale nel marketing di un’impresa, insomma, partendo dagli obiettivi e dai bisogni delle persone per poi arrivare agli strumenti.

Sei da più di 15 anni nel settore del marketing digitale. Cos’è cambiato maggiormente da quando fai questo mestiere?

È cambiato tutto :-) Ma i cambiamenti più grandi e davvero dirompenti riguardano il numero delle persone che usano internet – e di conseguenza la centralità del digitale nel marketing delle imprese – e il tempo e le attività che possiamo fare grazie al digitale, nella vita di ogni giorno. Nel 2000 potevo consultare a fatica il sito della mia banca, se ne aveva già uno, e raccogliere le prime sommarie informazioni sulle sedi più vicine. Ora dall’home banking, via app o dal portatile, dispongo i bonifici.

Per definire il tuo modo di lavorare usi l’espressione “con garbo”. Spiegaci di più.

Quando c’è asimmetria informativa tra due parti che stanno comunicando – che è la situazione in cui si trova spesso chi fa il mio lavoro e dialoga con imprenditori e manager che non hanno ancora sviluppato competenze digitali – la parte che dispone di maggiori informazioni è in una posizione di forza e può giocare questo vantaggio prevaricando l’altra, urlando le sue roboanti ragioni, sfoggiando il latinorum più vischioso (tanti termini in inglese, nel nostro caso). Io ho scelto di portare il marketing digitale dentro le imprese puntando su formazione e processi, in modo garbato invece che urlando. Credo che dia semplicemente più risultati.

Ti occupi da tempo di comunicazione web per pmi: in che modo le strategie web possono aiutare per pmi oggi?

Sono indispensabili per la sopravvivenza stessa dell’impresa: sviluppo prodotto, vendite, generazione di nuovi contatti, assistenza post vendita, formazione alle rete commerciale, relazioni con stakeholder, apertura di nuovi mercati… potrei andare avanti, ma credo basti.

L’abc per un buon sito web?

  • Adatto agli obiettivi di business per cui è stato progettato e sviluppato;
  • Basato sugli interessi e i bisogni informativi e funzionali delle persone che lo useranno;
  • Costruito per funzionare molto bene da smartphone.

Cosa intendi quando parli di usabilità?

L’usabilità è una norma ISO definita come “l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti.” Parlando di siti e app riassumo con: “Funziona, posso farci quello che mi serve e non mi fa perdere tempo.” Che poi è alla base del successo di ogni interfaccia digitale, nel nostro caso, e diventa ancora più centrale nelle interazioni da smartphone (chi vuole perdere tempo per capire come funziona una app, alzi la mano).

Nel 2016 è ancora possibile integrare il marketing digitale con il marketing tradizionale di una volta?

Dovremmo prima intenderci su che cosa significa marketing tradizionale :-) Per le aziende che sono sul mercato da prima del digitale, si tratta di gestire un cambiamento che in alcuni casi passa da una intima integrazione tra “quello che si faceva” e “quello che le persone ci chiedono ora”, in altri significa cambiare radicalmente modello di business perché il digitale rende non più competitivo in modello tradizionale.

Cosa noti che manca di più alle medie imprese che ti chiedono un aiuto? Visione, fiducia, idee chiare?

Non manca il budget, c’è visione almeno alta sulle potenzialità, mancano piuttosto competenze digitali diffuse per comprendere il cambiamento, a tutti i livelli e in tutte le aree dell’impresa, e farlo diventare processi e scelte di business.

 

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