Imprese agroalimentari, il digital divide fa ancora paura

I risultati della ricerca FINe - Food In the Net Observatory

Il settore agroalimentare è uno dei pilastri dell’economia italiana. Questa situazione, però, trova riflesso sul web? Le aziende sfruttano le potenzialità e i benefici che Internet offre?

Queste sono le domande dalle quali è partita FINe, ovvero Food in the net observatory, la ricerca del Registro che ha analizzato il rapporto fra le aziende che operano nel settore agroalimentare e la rete.

Lo studio dimostra che tra tessuto produttivo agroalimentare e web il rapporto è ancora agli inizi e solo una minima parte delle aziende del settore è presente in rete e ne sfrutta al pieno le potenzialità.

I numeri parlano chiaro: su circa 1,4 milioni di imprese italiane del settore “food”, che va dalla produzione e la trasformazione di materie prime alla ristorazione, poco più di 105.000 hanno un sito web .it agroalimentare.

Tra i settori dell’agroalimentare in rete analizzati, la ristorazione copre il 37,12% dei siti web, il vino l’11,27%, la pasta il 9,39% e l’allevamento il 5,63%.

A livello geografico la situazione vede le regioni del centro-nord in testa alla classifica del food in rete, con la Lombardia avente il maggior numero di siti web agroalimentari (14,89%), seguita dal Veneto (11,99%), dalla Toscana (9,97%) e dal Piemonte (9,49).

La lettura che emerge da questo quadro è che uno dei settori economicamente più importanti del Paese e, senza dubbio, quello che più di tutti identifica il buono e il bello dell’Italia nel mondo, sfrutta ancora in maniera non incisiva le potenzialità della rete, scontando un significativo digital divide, da colmare quanto prima, tra le regioni del centro-nord e quelle del sud e delle isole. Infatti, regioni come la Sicilia e la Puglia, rispettivamente prima e seconda in termini di numero di imprese agroalimentari in Italia, scivolano in ottava e nona posizione se esaminiamo la situazione dal punto di vista dell’agroalimentare in rete.

Giocando con le parole, possiamo dire che FINe può rappresentare, in realtà, l’inizio di un percorso verso la crescita digitale delle imprese italiane: su questa strada il Registro è già impegnato da tempo, sia autonomamente che al fianco di altri soggetti come nel caso del progetto Digitaly. Un impegno che non si limita al settore agroalimentare, ma si estende all’intero tessuto produttivo italiano, con l’intento di stimolare e incentivare la presenza delle imprese italiane in rete.

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