Come gestire un blog aziendale? Riccardo Scandellari ci svela tutti i segreti

Dalla ricerca degli argomenti di cui parlare, agli strumenti che portano maggior traffico.

Torna, puntuale come ogni mese, l’appuntamento con i principali digital influencer italiani per parlare dei temi della campagna “Senza nome resta un sogno”.

È la volta di Riccardo Scandellari, che dà preziosi consigli a imprenditori e le imprese su come creare, sviluppare e gestire al meglio il blog aziendale.

A lui la parola, buona lettura.

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Perchè una PMI dovrebbe aprire un blog nel proprio sito?

Nel digital marketing che immagino io, il blog è una parte fondamentale della comunicazione aziendale. Molte aziende hanno un sito web realizzato con la logica del biglietto da visita. Probabilmente è utile per chi voglia trovare velocemente indirizzo e recapito telefonico (se posizionati su Google), ma non ha quasi mai la capacità di coinvolgere il cliente o prospect. La promozione digitale che consiglio alle aziende è basata sul contenuto, e il luogo migliore in cui inserirlo è il blog.

Quali sono gli strumenti di scouting più efficaci per individuare gli argomenti di cui parlare sul proprio blog? 

In base alla tipologia dell’attività, il maggiore fornitore di contenuti è il cliente stesso. Nessuno, meglio di lui, è in grado di fornire le domande a cui anche altri possibili clienti stanno cercando di dare una risposta. Nel B2B, è facile trovare argomenti verticali e specifici che interessino i clienti reali e potenziali. Nella comunicazione allargata B2C, bisogna pensare ad una maggiore penetrazione, che implica un coinvolgimento del pubblico sia intellettuale che emotivo.

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Qual è lo strumento che porta maggior traffico oggi ai blog?

Non esiste uno strumento principale, anche se la maggior parte delle web agency risponderebbe a questa domanda che il motore di ricerca sia la principale fonte di traffico. Credo che la strategia  vada pensata olisticamente. Deve coinvolgere la maggior parte degli strumenti e privilegiare quelli frequentati dai possibili clienti. Mi riferisco alle ricerche di Google, ai social network, alla mail, ecc.

I primi cinque passi che consigli a una PMI che vuole aprire un blog sul proprio sito.

Individuare all’interno dell’azienda qualcuno che abbia qualità di narratore, di comunicatore e dotarlo di strumenti per poter raccontare l’azienda e i suoi prodotti. Formarlo nell’uso degli stessi e nell’utilizzo delle piattaforme digitali di comunicazione. La persona individuata per questo compito, deve poter disporre di un budget per la promozione dei contenuti. A questo punto all’azienda non resta che sperare che esegua correttamente il suo compito. A parte gli scherzi, sono sostenitore dell’opportunità della internalizzazione della comunicazione aziendale per chi non abbia potenti budget. Una pratica in cui serve la persona giusta che abbia compreso le dinamiche e le necessità del pubblico.

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In un blog aziendale meglio puntare solo sulla produzione di contenuti propri o dedicare anche spazio alla content curation?

La condivisione attiva, quella che non dei limita a una mera ripubblicazione di contenuti di altri, è ottima in ottica di Personal Branding, ma molto meno efficace per la comunicazione aziendale. Da un’azienda ci si aspetta che abbia le capacità e le risorse per produrre contenuti propri che convergano sui prodotti, sui clienti e sul “dietro le quinte” della produzione.

Per una PMI meglio puntare su contenuti “fatti in casa” oppure appoggiarsi a professionisti?

Se per professionisti intendiamo i marketplace dei contenuti in cui, con pochi euro, si confezionano post di qualunque genere, sarei per fare tutto in casa. Peggio non è possibile fare.

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Per una PMI è preferibile scrivere frequentemente, trattando anche temi meno in linea con la propria attività, oppure meglio una frequenza minore ma contenuti più approfonditi? 

Chiunque risponderebbe che i contenuti dovrebbero essere verticali e ben inseriti nel contesto dei prodotti e della storia aziendale. Io sono per un approccio più aperto e trasversale, cosa che non piace a molti titolari di aziende, ma che in passato mi ha portato risultati sorprendenti.

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